Ieri ho partecipato a un funerale civile che ci ha sorpreso e ci ha ispirato.
 
La persona era un partigiano, diventato poi un insegnante, un preside, e un militante dell’insegnamento ispirato ai principi di libertà, iniziativa e rigore che lui e i suoi compagni avevano maturato durante la resistenza.
 
La sorpresa è stata per quelli di noi che lo conoscevano meno, e lo frequentavano da pochi anni, come uno dei decani ancora attivi nell’indirizzare associazioni e studi sui temi della didattica. Abbiamo scoperto dal ricordo appassionato dei suoi primi compagni e amici, dei suoi studenti e degli insegnanti con cui aveva lavorato, la profondità della sua competenza e del suo contributo, e l’importanza dei risultati conseguiti nei decenni – aspetti che lui aveva preferito lasciare in ombra per concentrarsi sul da farsi oggi.
 
Ieri a un funerale abbiamo imparato qualcosa di nuovo su quanto l’Italia ha fatto negli ultimi sessant’anni, anche passando da scuole dove il tuo destino era dettato dalla tua origine sociale e familiare a scuole dove ciascuno ha una vera possibilità di scelta. Abbiamo imparato qualcosa di nuovo sulle origini e le motivazioni di alcuni dei nostri modi di essere e di vivere.
 
Spero che anche i nostri figli conoscano funerali simili.
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